Il progetto, e il suo nome, nascono da una passeggiata, o meglio, dalle parole di una signora che abbiamo incontrato attraversando il Vallo a piedi, con la quale abbiamo interagito durante il primo tratto del percorso: “Tutto quello che fate, fatelo per il cielo”. Inizialmente, il camminare costituiva per noi uno strumento di ricerca sul campo per esplorare gli spazi, i suoni, gli odori che un luogo offre: era il nostro approccio alla residenza. Non avevamo una meta prestabilita, fino a quando le strade hanno deciso per noi. Ci hanno portato nel paese che ha come unico modo di vedere il tramonto, il suo riflettersi su Atena.
Tutto quello che fate, fatelo per il cielo apre una finestra sul Vallo di Diano su cui Atena primeggia col suo sguardo dall’alto. Il nostro progetto vuole rafforzare il legame tra il paese e chi se ne sente parte, permettendo un’inedita vista. Ogni giorno alziamo gli occhi al cielo esponendo la gola all’aria ed è così facile riconoscersi sotto un’unica volta. Chissà se ora, guardando quel cielo di Atena Lucana da un luogo distante, o anche solo diverso, quello stesso cielo non appaia tremendamente più ampio.