Attraverso la combinazione di suono e immagine, il lavoro indaga il limite sottile tra natura e intervento umano, tra il ritmo organico del territorio e le tracce infrastrutturali che lo attraversano. Non vi è qui la volontà di celebrare nostalgicamente il paese, ma piuttosto di costruire uno sguardo alternativo, capace di restituire la complessità di un luogo che non è mai fisso né immobile, ma continuamente riscritto dal dialogo, talvolta armonico e talvolta conflittuale, tra paesaggio naturale e sviluppo industriale.

Il progetto si sviluppa come un percorso di osservazione e di ascolto e propone una narrazione multimediale che intreccia suono e immagine per esplorare il territorio di Atena Lucana e del Vallo di Diano. L’audio, registrato in situ e successivamente elaborato, restituisce la complessità sonora del paesaggio, raccontandone la vitalità. Le immagini, costituite da inquadrature fisse, pongono invece l’accento sul tempo lento del territorio, un tempo in cui i cambiamenti non sempre si manifestano a un primo sguardo, ma si rivelano nella loro continuità silenziosa. La scelta di rappresentare luoghi non iconici e spesso anonimi sposta l’attenzione dai simboli più evidenti verso i margini e i dettagli che testimoniano le trasformazioni in atto, trasformazioni che progressivamente ridefiniscono l’identità del luogo.

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