Il nome “Intreccio” sintetizza la narrazione comunitaria della processione che collega simbolicamente i fili delle diverse generazioni durante il trasporto di un nastro di cotone guidato da persone di ogni età. Il tessuto è ricamato con i pensieri dei bambini che illustrano i loro desideri e le loro paure ed è sostenuto dagli adulti che indossano maschere ricavate da tovaglie. In testa ci sono i più giovani alla guida di un timone che guarda al futuro. Ogni individuo si connette agli altri intrecciando la propria maschera al nastro in movimento: la processione si trasforma in un’unica forma condivisa e solidale, metafora della comunità. Essa scorre nella memoria di Atena Lucana, gli stretti passaggi del centro storico oramai quasi del tutto abbandonato.
Il progetto restituisce l’esperienza del suo autore nella terra di Atena Lucana, cominciata con un laboratorio di maschere per bambini grazie alla preziosa collaborazione con l’architetto e insegnante Caterina Loffredo.










