Che cosa resta dei tuoi passi? invita a seguire le tracce di ciò che resta in un luogo, patrimonio archeologico alle pendici di Atena Lucana, nascosto dalle colline e da un passato che lo ha lentamente occultato.
A rilevamenti sul campo, necessari a documentare lo stato attuale di quelle che furono mura megalitiche, si aggiungono suggestioni che si perdono dietro ai passi di un Ciclope.
Una serie di immagini insieme ad un’opera video in soggettiva propongono così l’esperienza visiva del poter “vestire” i passi di questa figura mitica che, attraverso il suo punto di vista, suggerisce uno sguardo “altro” sul paesaggio circostante.
Mettersi in cammino è quindi il punto di partenza per avvicinarsi ad un mondo che, meno invisibile di quel che si possa credere, è da leggere piuttosto come potenzialmente vivo: un invito aperto da lasciare al territorio e a chi lo abita.
“Che cosa resta dei tuoi passi?
Ora guardi con miseria
ciò che era grande quanto il cielo
e che per noi era casa”
Arrivare al Serrone significa essere accolti da rovine di un passato arcaico, da un tempo che, appartenente al mito, cela un mondo invisibile.














