Nella fattispecie, il campo di indagine scelto per questo lavoro è lo spazio domestico, nido della tradizione, protagonista identitario per eccellenza del nucleo sociale definibile come “famiglia”. Da quello spazio sono stati prelevati elementi collegati all’idea di “nido” e di luogo della memoria condivisa, come parte di corredi di biancheria di famiglia, tramandati di generazione in generazione, ma anche utensili, decorazioni, fino ad arrivare alla testura delle mura abitative e delle porte, soglie di ingresso di uno spazio privato; tali elementi sono stati documentati utilizzando la tecnica del frottage. La ricerca si e’ concentrata sul legame tra l’iconografia cristiana delle martiri, vergini o misericordiose, e l’archetipo della figura della donna, divisa tra la madre e la custode del focolare. Il velo della Madonna, del quale Atena Lucana mostra tracce simboliche all’interno della rappresentazione della Madonna della Colomba, diventa effigie della sua verginità e santità. I campioni prelevati diventano così sudari sui quali sono resi manifesti i fregi culturali di un dato archetipo sociale nella propria irrinunciabile identità, quella del genere femminile. I segni presenti rimandano a una tradizione di ritualità e di verità non scritte, ma tacitamente condivise dal gruppo, come quella della prima notte, della ricchezza da portare in dote.
La Madonna nelle Pieghe è un progetto che nasce dall’esigenza di rendere visibili tracce sommerse, velate eppure presenti orme nell’abisso del tempo. Quelle tracce, sistematicamente, strutturano e modificano nel corso degli anni l’habitus di un determinato gruppo sociale.




























