Dietro al sasso raccoglie una serie di 21 immagini realizzate nelle aree naturali di Atena Lucana, tra grotte, campi e boschi.
L’idea di progetto è scaturita dal contatto diretto con la materia, oggetto di fascinazione e strumento di gioco, restituito in tutto il suo incanto attraverso la manipolazione della luce.
A questo approccio fisico è seguito uno studio del territorio che ha portato ad una conoscenza esperienziale dello stesso.
La narrazione si sviluppa in maniera non lineare attraverso scene indipendenti ma interconnesse che assumono la forma di atlante.
Ad Atena gli alberi si fanno i dispetti e i cinghiali mangiano caramelle.
I tronchi si contorcono, diventando arti e volti segnati, presenze scalze che comunicano attraverso segnali luminosi: i busti scolpiti dai fulmini sono diventati case, hanno rinunciato a portare ombra con la loro altezza e hanno scoperto il sole, che qualcuno ha indirizzato verso i fiori affinché i frutti crescessero grandi e succosi e i loro gambi lunghi e taglienti.













