Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, un’équipe guidata dall’antropologo Paolo Apolito ha documentato canti, danze, celebrazioni magico-religiose, leggende e storie di vita del Vallo di Diano e dei territori limitrofi. Dall’acquisizione della documentazione da parte di Archivio Atena, prende le mosse un progetto espositivo in cui i materiali sonori, audiovisivi e testuali del fondo Apolito dialogano con le ricerche etnografiche condotte insieme a suonatori, artigiani e devoti di oggi, attraverso una pluralità di supporti e modalità di fruizione.
I pellegrini, nella circolarità del rito, ritrovano il centro dell’universo e, nell’ascesa alla montagna, il senso di un’antica leggenda: «Invece di dire che sono sette monti, dicevano che sono sette sorelle che si guardano l’una con l’altra». Sette cime per sette Madonne e i loro santuari, di cui ogni devoto offre una propria geografia personale: alcuni includono Viggiano, Novi Velia o Montevergine, altri ne modificano il disegno, tra le molteplici incarnazioni di un’unica madre.
Sette postazioni sono state disposte attorno a un tavolo, al cui centro si trova un cinto votivo disadorno. Manipolando le tracce del corpo della festa, l’allestimento invita il pubblico a costruire una nuova interpretazione del mito.


































