La proiezione presenta una selezione delle oltre 7.000 fotografie di famiglia raccolte nel corso di cinque anni di progetto grazie al contributo di 39 nuclei familiari. Le immagini raccontano le vite delle atenesi e degli atenesi dai primi del Novecento fino ai primi anni Duemila, restituendo uno sguardo corale sulla storia della comunità attraverso i suoi gesti quotidiani e i suoi momenti più significativi.
Il carattere descrittivo della fotografia di famiglia si manifesta nella sua immediatezza: gesti, sguardi, abbigliamenti, posture e relazioni orchestrano un continuo rimando tra le immagini, rivelando affinità, differenze e trasformazioni nel tempo.
L’ordinario diventa così materia di racconto. La realtà restituita dalle fotografie appare chiara e diretta, popolata da compaesani, amici, familiari e conoscenti che costituiscono il tessuto vivo della comunità. Ogni immagine è al tempo stesso documento e testimonianza di relazioni, affetti e appartenenze; un centro di legami che si rinnova attraverso lo sguardo di chi osserva.
Il montaggio, curato da Lea Dicursi, costruisce un percorso visivo che mette in dialogo immagini provenienti da epoche, famiglie e contesti differenti, facendo emergere connessioni, ricorrenze e risonanze collettive.
Al percorso visivo si intrecciano i materiali sonori tratti dalle interviste fatte ad ogni donatrice e donatore, con registrazioni provenienti dal Fondo dell’antropologo Apolito e dal progetto Lento mutare di Marco Ombrosi, realizzate durante la residenza ISIA del 2025. L’incontro tra immagini e suoni costruisce una narrazione della memoria condivisa, in cui le vicende individuali si fondono in una storia collettiva.