In questo lavoro fotografico i pozzi, scrigni di pietra sparsi nel paesaggio, diventano luoghi di incontro, specchi d’acqua in cui osservare se stessi. I pozzi non sono solo manufatti antichi: diventano simboli che custodiscono sogni, desideri, storie personali e collettive. Sono contenitori invisibili della memoria e dell’immaginazione.
Durante la ricerca, sono stati un pretesto per conoscere i giovani del posto, per camminare insieme verso questi luoghi spesso nascosti o dimenticati. La passeggiata per raggiungerli è diventata parte del progetto un modo per parlare, per ricordare l’infanzia, le aspirazioni, le paure, i sogni.
Questo è un lavoro sul paesaggio, ma soprattutto sulle persone, e un invito a guardare in profondità dentro i pozzi, se stessi e le storie che ci abitano. Non è solo una raccolta di immagini, ma un tentativo di ritrovare uno spazio per raccontarsi, un modo per rallentare, fermarsi e riconnettersi.
- Gibba e Ibrahim al pozzo. Entrambi vengono dal Gambia. Vivono ad Atena rispettivamente da 3 anni e un anno.
- Promenade
- Alba
- Fine della festa alla Cappella di Sant’Antonio.
- Fine della festa alla Cappella di Sant’Antonio.
- Fine della festa alla Cappella di Sant’Antonio.
- Natura di Atena
- Pozzo
- Pozzo
- Cisterna
- Gibba e Ibrham al pozzo.
- Ibrahim, Gibba e Madi al pozzo. Tutti e tre vivono in una comunitù gestita dalla cooperativa “Un Mondo di Colori”.
- Sabrina e Giorgia di fronte al pozzo del ristorante della famiglia di Giorgia. Il ristorante si chiama Jamm’ a dò Cono.
- Ibrahim, Gibba al pozzo. Entrambi sono arrivati in Italia dal Gambia, minorenni e non accompagnati da genitori o adulti. Oggi sono seguiti dall’Associazione “Un mondo di Colori” e sono felici di come li stiano aiutando.
- Davide, Giorgia e Sabrina intorno al pozzo. Davide lavora come idraulico, Giorgia nel ristorante di famiglia e Sabrina in un bar.
- Atena di notte




















