Il paesaggio di Atena custodisce un numero sorprendente di antichi pozzi, scavati e costruiti nel tempo dalla comunità. Alcuni dimenticati, altri ancora in uso e conservati con cura nel tempo. Tutti, in qualche modo, carichi di storie.

In questo lavoro fotografico i pozzi, scrigni di pietra sparsi nel paesaggio, diventano luoghi di incontro, specchi d’acqua in cui osservare se stessi. I pozzi non sono solo manufatti antichi: diventano simboli che custodiscono sogni, desideri, storie personali e collettive. Sono contenitori invisibili della memoria e dell’immaginazione. 

Durante la ricerca, sono stati un pretesto per conoscere i giovani del posto, per camminare insieme verso questi luoghi spesso nascosti o dimenticati. La passeggiata per raggiungerli è diventata parte del progetto un modo per parlare, per ricordare l’infanzia, le aspirazioni, le paure, i sogni. 

Questo è un lavoro sul paesaggio, ma soprattutto sulle persone, e un invito a guardare in profondità dentro i pozzi, se stessi e le storie che ci abitano. Non è solo una raccolta di immagini, ma un tentativo di ritrovare uno spazio per raccontarsi, un modo per rallentare, fermarsi e riconnettersi. 

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