Tra gli aneddoti raccolti a Atena Lucana, spicca quello di Vincenzo, che nel mostrarmi i pozzi del proprio giardino racconta del panno e della mamma dell’acqua. Il panno è la superficie del pantano sulla quale scivolano gli insetti mostruosi, i miti gèrridi. Questa storia serviva, in passato, a dissuadere i bambini dallo sporgersi nei pozzi per scrutare la superficie dell’acqua. Se per caso si perdevano le tracce di uno di loro, il panno era il primo luogo in cui si andava a guardare: lo strato opaco dell’acqua era il segno rassicurante che nessuno vi fosse precipitato dentro. Come la linea d’ombra, il panno si fa figura letteraria della soglia: la superficie d’acqua che l’adulto, non più suggestionato da miti o leggende, può sporgersi a guardare, si reclina facendosi pretesto per un più ampio esercizio, che prova a restituire l’impasse di ciò che si nega alla vista.
- Ritratti frontali di pozzi
- Superficie d’acqua del pozzo (panno)
- Esterno di abitazione; siepe come soglia
- Serie di ritratti; il soggetto guarda in fondo al pozzo
- Serie di ritratti; il soggetto guarda in fondo al pozzo (Rosaria)
- Antico lavatoio; superficie opaca dell’acqua (panno)
- Antico lavatoio; superficie opaca dell’acqua (panno)
- Esterno di abitazione; accesso
- Ombra di luminarie su esterno della Chiesa di S.Michele Arcangelo
- Antico lavatoio; superficie opaca dell’acqua (panno)
- Rotazione attorno al pozzo
- Ritratti frontali di pozzi
- Pony
- Pozzo in proprietà privata; soglia d’ombra
- Gregge
- Superficie d’acqua del pozzo (panno)
- Superficie d’acqua del pozzo (panno)
- Orto
- Serie di ritratti; il soggetto guarda in fondo al pozzo (Vincenzo)




























