Attraverso immagini sospese tra astrattismo e realismo, e l’indagine di territori instabili tra memoria, percezione e immaginazione, il progetto si sviluppa come una silenziosa ricerca della presenza: di ciò che rimane invisibile, sfugge alla definizione e esiste soltanto in tracce, frammenti e apparizioni

Il lavoro attraversa spazi marginali e le immagini non cercano di descrivere una realtà stabile, al contrario, mettono in crisi la percezione, aprendo zone di incertezza in cui corpi, ombre e elementi naturali sembrano trasformarsi in presenze latenti. Dunque viene elaborato un processo di esplorazione del territorio che utilizza differenti strumenti e strategie: fototrappole, documentazione ambientale, raccolta di informazioni sulla fauna fornite da persone locali e costruzioni di finte apparizioni animali e/o tracce artificiali. Questi elementi convivono senza gerarchie, mescolando indagine reale e finzione, osservazione e messa in scena. 

La componente centrale non risiede nell’immagine finale, ma nel processo stesso di ricerca e attraversamento: nel tempo trascorso nel territorio, nel tentativo di interpretarne i segnali, e nelle dinamiche di attesa, errore, suggestione e proiezione. 

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