Immaginando di dover compiere un sacrificio per salvare una persona amata, a cosa rinunceresti? Quale oggetto, estremamente caro e dal forte valore simbolico, saresti disposto a sacrificare nel pozzo?

Un’altra versione del mito: durante una battuta di caccia nel bosco, Atteone sorprende la dea Diana mentre si bagna nel fiume. Sentendosi spiata, Diana trasforma Atteone in un cervo. Spaventato dalla sua immagine riflessa nell’acqua, Atteone fugge nella foresta. Durante la corsa disperata, sotto ai suoi piedi si apre una voragine in cui sprofonda. Nelle viscere della terra, Atteone scopre la sorgente d’acqua del fiume Tanagro e si ritrova all’interno di una falda acquifera. Il suo più grande desiderio ora è quello di poter tornare in superficie come essere umano. 

Incontra la dea Limpha che gli propone un patto: se avesse rinunciato al suo desiderio di tornare umano, lei avrebbe garantito prosperità e crescita ai suoi discendenti. Atteone, pensando al futuro dei suoi figli, accetta la proposta e così rimane per sempre un cervo. 

Da quel momento, la valle divenne fertile e la ricchezza derivante dall’acqua permise all’uomo di mantenere un equilibrio con la natura, rispettandone i ritmi e i cicli vitali. In cambio, la magica acqua garantì terreni fertili e bocche sempre dissetate. Per proteggere la magica fonte, i discendenti di Atteone crearono un pozzo e fondarono il primo villaggio, da cui nacque Atena Lucana, la più antica città del Vallo di Diano. 

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