La vicenda di Diana e Atteone, narrata oralmente nei secoli, si è radicata nella cultura popolare di una piccola realtà meridionale, la quale ha trasformato il mito in leggenda. 

Dalle parole dei pochi che ancora la tramandano, infatti, Atteone, mutato in cervo dal potere della dea, è scappato sul colle sul quale nascerà Atena Lucana; qua muore sbranato dai suoi stessi cani. L’autrice, con l’intento di rimettere in luce il forte legame tra paese e leggenda,  ha assunto il ruolo di cantrice, riproducendo la narrazione con uno sguardo trasognato. Il racconto si è dunque sviluppato ricercando nel territorio tracce di metamorfosi e di presenze occulte, enunciate dagli atinati fino a non molto tempo fa.