Le superfici diventano materia di studio attraverso la documentazione delle cose, dagli oggetti d’uso ai soprammobili e alle foto di famiglia. L’intento è quello di mettere in risalto tutto ciò che ha a che fare con il vissuto di chi abita la casa: la gestione dello spazio, le stranezze abitudinarie, i segreti e le accumulazioni. Tenendo uno sguardo sempre perpendicolare nella registrazione di alcuni frammenti di pareti, la distanza è mantenuta il più possibile costante, con un atteggiamento seriale e tassonomico. Questo metodo rivela forse un disordine apparente: gli oggetti – fotografati parzialmente – diventano specchio di un vissuto corale, connotazione di una realtà autentica, intima e vitale.
Questa indagine è dedicata alle abitazioni di Atena Lucana, all’interno delle quali sono stati osservati gli oggetti e la rete di relazioni che essi intessono con altri oggetti e con lo spazio circostante.






























































































