L‘accesso a uno spazio così privato costituisce la prima fase del progetto, in quanto ottenerne il permesso non è mai scontato. Una volta entrati, si osserva e si cerca di comporre una voce che possa restituire e rispettare la natura di questo spazio recondito. Stabilita tale relazione, ci si avvicina sempre di più agli elementi che costituiscono le varie camere, con particolare attenzione al loro organo principale: il letto. Lo sguardo è ripetitivo e spesso si avvicina agli oggetti così tanto da giungere a una loro sorta di astrazione. Allo stesso tempo può emergere, di sottofondo, una seconda lettura: un possibile censimento o inventario delle numerose case visitate. Il processo è immersivo e il racconto tenta di delineare una lenta scansione, in cui si insinua l’evocazione. Dietro il sipario delle stanze – una porta socchiusa di un armadio… due sedie che si danno le spalle davanti a un letto, teatro di cuscini e di disegni di fili invisibili del lenzuolo azzurro… – un piccolo testamento della custodia e della cura di un’antica, ma pur sempre nuova, intimità.
«Vado all’indietro nell’erba / all’ombra tra gli alberi di porcellana / nel segreto di una famiglia» scriveva Riccardi; è probabilmente seguendo questa traccia che l’indagine si addentra nella stanza più segreta delle case, la camera da letto.











