Alcune rocce sembrano emergere con forza, altre invece sono come soffocate da ciò che vi è stato costruito sopra. Alcune sono nude e ben visibili, mentre altre sono velate da cemento, mattonelle e altri interventi umani. Il lato nord di Atena si affaccia su una parete rocciosa chiamata Rupe Rossa, ai piedi della quale affiorano dal terreno due grandi rocce; seppur immobili, esse trasmettono un’aura di vitalità e leggerezza unita a un’imponente sacralità, come a voler ricordare agli abitanti di Atena Lucana le fondamenta della loro città.
Studiata la conformazione del territorio, l’indagine si sposta verso l’osservazione della materia rocciosa sulla quale si poggia il centro storico. Nella seconda fase, dedicata alla documentazione fotografica, queste tracce sono rappresentate con uno sguardo omogeneo – forse rigoroso – che evita iperboli espressive e presta piuttosto attenzione al contesto spaziale nel quale si trovano. Conclusa l’operazione di censimento urbano, il lavoro riflette sulla natura delle immagini raccolte, mettendo a confronto le rocce all’interno della città con quelle non condizionate dalla presenza dell’uomo, con l’intento di metterne in risalto le differenze, le coincidenze, le corrispondenze, in un cortocircuito temporale che infrange qualsiasi unità storica e stratigrafica del presente.

















