Guardando Atena da lontano si riconosce l’antico complesso della fortezza; avvicinandosi e percorrendo gli stretti vicoli, si è avvolti da un senso di imperturbabilità. Si può osservare lo spazio senza avere l’impressione di disturbare o di sentirsi estranei al luogo.
L’azione di censimento nasce dalla suddivisione dello spazio abitativo in tre aree di intervento, corrispondenti ai tre anelli, percorsi a partire da quello inferiore fino ai piedi del castello. Ciò che ne risulta è una catalogazione delle facciate delle abitazioni, condotta con uno sguardo analitico e neutrale. Il lavoro è una riflessione sullo scorrere del tempo, un tempo che appare sospeso in una realtà cristallizzata, nella quale l’unico elemento tangibile di mutamento è quello dell’architettura. Nel paese spiccano diverse tipologie di abitazioni, alcune più antiche, altre più recenti, che lasciano intravedere il passaggio del tempo. Le case sono un intreccio di luoghi intimi e di trascorsi, di ambienti sovrapposti, come lo sono le persone che abitano ancora questi luoghi in parte spopolati e che mantengono vivo il ricordo di tradizioni che si respirano attraversando i vicoli.
