Gli artisti partono dall’ascolto e dal dialogo con la comunità di migranti residenti nel comune di Atena Lucana per cercare di comprendere la loro relazione col paese. 

Gli autori, consci del fatto che la complessità del tema non possa essere risolta in maniera definitiva, riflettono sul concetto di segno per indagare il tema dell’integrazione all’interno degli spazi pubblici. Ad essere interrogate sono le tracce rinvenute in un particolare luogo d’affezione di questa comunità: il campo sportivo cittadino nel quale, ogni fine settimana, i ragazzi stranieri sono soliti ritrovarsi per giocare una partita a pallone. Il risultato è un magma di segni informi non più riconducibili alle singole identità.