L’autore immagina di calarsi nel ruolo del fotografo viaggiatore della prima metà del ‘900, che offriva i propri servizi attraverso dei periodi di residenza nei piccoli e grandi centri abitati incontrati lungo la strada. Arrivato in paese il fotografo montava il suo tendone, il fondale per i ritratti e attendeva l’arrivo dei clienti.

L’opera è realizzata in termini relazionali attraverso la partecipazione della popolazione atenese. La prima parte della residenza viene impiegata dall’autore nel tentativo di coinvolgere le persone del paese e per farlo utilizza diverse strategie: chiede aiuto a Gaetano, il fruttivendolo del paese,  che lo introduce ai suoi clienti; Flavio, altro commerciante atenese, gli disegna un volantino che annuncia la presenza del fotografo e del servizio che si appresta a offrire. Lo stesso messaggio viene diffuso con un megafono legato sull’automobile con la quale percorre le vie del paese. Il giorno del servizio realizza più di cento ritratti, esposti all’interno della mostra. Venti di questi ritratti, selezionati attraverso una lotteria pubblica realizzata in piazza alla fine del periodo di residenza, costituiscono un’installazione di grande formato e sono visibili lungo le strade del centro storico.